Tutto ha inizio con un lago dalle origini mitologiche: fu Ercole, per aiutare la dea Cerere bisognosa d’acqua per le sue messi, a far cadere a terra la pelle del leone Nemeo, facendo zampillare l’acqua da cui nacque il Lacus Herculeus, il Lago di Ercole. La vicina Lentini, dal greco Leontinoi, ne custodisce il legame nel nome. In epoca araba il lago divenne Veverè — abbeveratoio di greggi, vivaio di pesci — poi Beverè e infine Biviere.
Nel XII secolo divenne riserva di caccia e pesca dei Cavalieri Templari: un feudo unico nel suo genere, non un’estensione terriera ma un vasto specchio d’acqua pescosissimo di circa 1300 ettari, che conobbe lunghi secoli di prosperità — ancora oggi i moli in pietra del porto sono quelli originari. Nel 1392, sotto il regno di Re Martino I di Sicilia, un editto di donazione concesse il feudo a Ughetto Santapau, antenato dei Principi Borghese; da questi passò alla famiglia Lanza di Trabia, che lo assegnò in dote alla principessa Sofia, figlia di Pietro Lanza e Giulia Florio, sposa nel 1922 di Giangiacomo Borghese, ultimo governatore di Roma. Quando le acque divennero malsane e la malaria imperversava, fu deciso di prosciugare il lago: un’opera imponente che durò circa trent’anni.
Nel 1968 Scipione, figlio di Giangiacomo e Sofia, insieme a sua moglie Miki e ai loro quattro figli, scelse di trasferirsi al Biviere con l’audace visione di creare un’azienda agrumicola dove si stendeva un’immensa distesa spoglia. Fu la Principessa Miki a piantare le prime specie botaniche intorno alla casa: nel giro di pochi anni nacque il “Giardino che non c’era”, un sorprendente paradiso botanico, tanto ammirato che nel 1988 ricevette la visita della Regina Madre d’Inghilterra, che ne rimase colpita al punto da incoraggiare la famiglia Borghese ad aprirlo al pubblico.
Mitologia
Ercole crea il lacus Herculeus per la dea Cerere
Epoca Araba
"Veverè" significa abbeveratoio di greggi o vivaio di pesci
XII Secolo
Riserva di caccia e di pesca dei Cavalieri Templari.
1392
Editto di Re Martino I: il feudo è concesso a Ughetto Santapau, antenato dei Principi Borghese.
1925-1950
Bonifica e prosciugamento definitivo del lago.
1968
Creazione della tenuta e e nascita del Giardino Botanico.
1988
Apertura al pubblico a seguito della visita della Regina Madre d’Inghilterra.
Il Biviere custodisce un patrimonio unico: la Casa dei Pescatori, la Locanda dei Cacciatori, i Granai e la Chiesa di Sant’Andrea, patrono dei pescatori, immersi in un paesaggio dove il giardino storico incontra e si fonde con l’azienda agrumicola biologica e biodinamica di 140 ettari, con l’Etna sullo sfondo.
Oggi Giangiacomo e Virginia Borghese proseguono questa lunga storia di trasformazione e rinascita, preservando l’anima della tenuta. Un luogo dove storia, natura e bellezza si incontrano per offrire agli ospiti un’esperienza autentica in cui rallentare e ritrovarsi.